Acqua e depurazione, in Lombardia migliorano i controlli ma restano criticità strutturali
21/03/2026
Nel giorno dedicato alla Giornata Mondiale dell’Acqua, l’analisi proposta da Legambiente riporta l’attenzione su un nodo ancora irrisolto: la qualità della depurazione delle acque reflue in Lombardia. I dati mostrano segnali di miglioramento sul fronte dei controlli, ma evidenziano anche ritardi che incidono sulla qualità ambientale e sulla gestione delle risorse idriche.
La fotografia che emerge è quella di un sistema che, pur avendo fatto passi avanti rispetto al passato, continua a confrontarsi con limiti infrastrutturali e disomogeneità territoriali, in un contesto reso più complesso dagli effetti della crisi climatica e dalla crescente pressione sugli ecosistemi.
Depurazione e qualità delle acque: i numeri
Secondo le rilevazioni disponibili, solo una parte dei corpi idrici lombardi raggiunge gli standard richiesti dalla normativa europea. La quota di fiumi e laghi in condizioni ecologiche adeguate resta contenuta, a dimostrazione di un equilibrio ancora fragile tra utilizzo della risorsa e capacità di trattamento delle acque reflue.
Il sistema depurativo regionale è sottoposto a monitoraggi periodici: nel 2024 sono stati controllati oltre quattrocento impianti con capacità superiore ai 2.000 abitanti equivalenti. Una percentuale limitata di questi è risultata non conforme, un dato che indica un miglioramento rispetto agli anni precedenti, quando le criticità erano decisamente più diffuse.
Restano però situazioni che richiedono interventi mirati, soprattutto per quanto riguarda i parametri legati ai nutrienti, come azoto e fosforo, che incidono direttamente sui fenomeni di eutrofizzazione e sulla qualità degli ecosistemi acquatici.
Brescia e le procedure europee ancora aperte
Il quadro si complica guardando alle procedure di infrazione aperte dall’Unione Europea per il mancato rispetto delle direttive sul trattamento delle acque reflue. La Lombardia è coinvolta da anni in questo percorso, con una concentrazione significativa di agglomerati non conformi nella provincia di Brescia.
Per questi territori sono previsti interventi infrastrutturali di rilievo, con investimenti consistenti destinati all’adeguamento delle reti fognarie e degli impianti di depurazione. L’obiettivo è colmare un divario che, oltre a esporre il Paese a sanzioni, ha ricadute dirette sull’ambiente e sulla salute pubblica.
Rigenerare l’acqua: una sfida che riguarda tutti
La riflessione proposta da Legambiente richiama un concetto chiave: la depurazione non rappresenta soltanto un passaggio tecnico, ma un elemento essenziale per la tutela delle risorse idriche.
In un contesto in cui lo stress idrico è destinato a intensificarsi, la capacità di trattare e restituire acqua pulita all’ambiente diventa una priorità.
Scarichi non adeguatamente trattati contribuiscono alla contaminazione dei corsi d’acqua, influenzano la balneabilità e incidono sulla qualità complessiva degli ecosistemi. Allo stesso tempo, reti obsolete e impianti sottodimensionati mostrano la necessità di una pianificazione più efficace.
Il tema, quindi, si estende oltre la dimensione tecnica e coinvolge scelte strategiche, investimenti e modelli di gestione, chiamati a rispondere a una domanda sempre più urgente: come garantire una risorsa essenziale in un equilibrio sempre più delicato.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.