Addio a Carlo Monguzzi, il ricordo di Fontana e della Lombardia
13/04/2026
La scomparsa di Carlo Monguzzi lascia un vuoto che attraversa la politica lombarda e, in modo particolare, quel mondo ambientalista che a Milano e in regione ha trovato in lui una voce riconoscibile, spesso scomoda, certamente mai accomodante. Nel messaggio diffuso dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il ricordo assume un tono netto, misurato, lontano dalle formule di circostanza, e restituisce il profilo di un uomo pubblico che ha segnato per molti anni il confronto politico attorno ai temi dell’ambiente, della città e del governo del territorio.
Fontana ha voluto sottolineare alcuni tratti che, anche nelle differenze di visione politica, hanno reso Monguzzi una figura difficilmente ignorabile: la coerenza, la capacità critica, l’ironia. Tre elementi che, letti insieme, raccontano una presenza costante nel dibattito pubblico, capace di mantenere salda la propria posizione senza rinunciare alla lucidità dell’analisi e a un modo personale di stare dentro il confronto istituzionale.
Una figura centrale dell’ambientalismo milanese e lombardo
Carlo Monguzzi è stato, per lungo tempo, un punto di riferimento dell’ambientalismo milanese e regionale. Il suo impegno politico si è sviluppato in anni in cui il tema della tutela ambientale non occupava ancora, con la stessa intensità di oggi, il centro dell’agenda pubblica, e proprio per questo la sua presenza ha assunto un peso particolare. La costanza con cui ha portato avanti battaglie legate alla qualità urbana, alla difesa del territorio e alla sostenibilità ha contribuito a rendere più visibile una sensibilità che allora faticava a trovare ascolto pieno nelle sedi decisionali.
Nel ricordo del presidente lombardo riaffiora anche il suo percorso istituzionale, dal ruolo di assessore nella Giunta Ghilardotti fino all’esperienza di consigliere regionale protratta per numerose legislature. Non si è trattato di una presenza marginale o occasionale, ma di un impegno costruito nel tempo, dentro le istituzioni, con una continuità che ha dato sostanza alla sua azione politica e al suo legame con i temi che riteneva essenziali.
La sua storia pubblica si inserisce dentro una stagione politica nella quale il dissenso, quando autentico, sapeva ancora mantenere un rapporto rigoroso con le sedi democratiche e con il rispetto dei ruoli. È un elemento che Fontana richiama esplicitamente e che contribuisce a definire il tono del suo messaggio.
Il cordoglio di Fontana oltre le differenze politiche
Nel suo intervento, Attilio Fontana non nasconde la distanza politica che in molte occasioni lo ha separato da Monguzzi. Eppure proprio questo passaggio conferisce maggiore peso alle parole scelte, perché il riconoscimento non nasce da una vicinanza di schieramento, ma dalla consapevolezza del valore istituzionale e umano di un avversario. Fontana ricorda infatti come Monguzzi abbia sempre dimostrato rispetto per le istituzioni e un impegno concreto, appassionato, orientato alla tutela dell’ambiente e al bene comune.
In un tempo in cui il confronto pubblico appare spesso irrigidito e impoverito, il cordoglio espresso dal presidente della Regione Lombardia restituisce anche un’idea diversa della dialettica politica, nella quale il contrasto non cancella il riconoscimento reciproco. È in questo spazio che emerge il profilo più pieno di Carlo Monguzzi, quello di un uomo capace di mantenere ferme le proprie convinzioni senza smarrire il senso della misura istituzionale.
Alla famiglia e ai suoi cari, Fontana ha rivolto le condoglianze dell’intera Giunta lombarda. Un gesto dovuto, certamente, ma che in questo caso si accompagna al riconoscimento di una figura che ha attraversato con intensità la vita politica lombarda, lasciando un’impronta precisa nel dibattito sull’ambiente, sulla città e sulla responsabilità pubblica.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to