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Bergamo celebra gli 80 anni della Repubblica e del primo Consiglio comunale

07/04/2026

Bergamo celebra gli 80 anni della Repubblica e del primo Consiglio comunale

Un anniversario che attraversa la storia nazionale e quella locale, intrecciando memoria istituzionale e partecipazione civica. A Bergamo prende avvio un percorso di iniziative dedicato agli ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana e dalla prima seduta del Consiglio comunale eletto a suffragio universale, due momenti che nel 1946 segnarono il ritorno alla vita democratica dopo la stagione della guerra e della dittatura.

Il calendario si apre lunedì 13 aprile a Palazzo Frizzoni con una rievocazione della seduta del 3 aprile 1946, quando il nuovo Consiglio comunale si riunì per la prima volta nella Sala Galmozzi, inaugurando una fase in cui il confronto pubblico, la rappresentanza e la partecipazione tornarono a essere elementi centrali della vita politica cittadina.

Dal primo Consiglio comunale al voto del 2 giugno

Le elezioni amministrative del 24 marzo 1946 rappresentarono un passaggio di straordinaria importanza, perché segnarono il ritorno a consultazioni libere e, soprattutto, l’ingresso delle donne nella vita democratica attraverso il diritto di voto. Pochi giorni dopo, il 3 aprile, si tenne la prima seduta del Consiglio comunale, alla presenza di quaranta consiglieri, tra cui due donne, Giannina Giavazzi ed Elisabetta Ambiveri.

In quell’aula si affermarono principi destinati a diventare fondanti per la vita istituzionale: libertà di parola, confronto e rappresentanza. La rievocazione prevista a Palazzo Frizzoni ripercorre quei momenti attraverso una formula che unisce dimensione istituzionale e restituzione culturale, con interventi ufficiali affiancati da una rilettura teatrale di alcuni passaggi della seduta originale.

Il percorso si collega idealmente al referendum del 2 giugno 1946, quando gli italiani – e per la prima volta anche le italiane – furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e a eleggere l’Assemblea Costituente. Un passaggio che ha definito l’assetto democratico del Paese e che viene richiamato nelle iniziative previste nel corso dell’anno.

Un programma diffuso tra memoria, cultura e partecipazione

Le celebrazioni non si esauriscono nella giornata inaugurale, ma si sviluppano attraverso un calendario che coinvolge diversi ambiti, con l’intento di rendere questa storia accessibile e significativa anche per le nuove generazioni. Tra gli appuntamenti previsti figurano momenti istituzionali, esposizioni documentarie e iniziative culturali che approfondiscono il contesto storico del dopoguerra.

Il 2 giugno sarà accompagnato da cerimonie e installazioni simboliche, mentre il 10 giugno spazio a uno spettacolo teatrale dedicato al ruolo delle donne nella costruzione della democrazia, con un focus sulle mobilitazioni per la pace e sui percorsi di partecipazione civile. In autunno, una mostra approfondirà il passaggio alla democrazia a livello locale, attraverso documenti e materiali provenienti da archivi cittadini.

Il filo conduttore dell’intero programma è la volontà di mantenere vivo il legame tra memoria storica e presente, sottolineando come i diritti acquisiti – dal voto alla partecipazione politica – siano il risultato di un percorso complesso e non definitivo. La scelta di affiancare momenti istituzionali a iniziative culturali riflette l’idea che la memoria, per essere realmente condivisa, debba essere raccontata, interpretata e continuamente rimessa in relazione con il presente.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to