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CNA Fita NCC Auto chiede la riformulazione del decreto sul Foglio di Servizio Elettronico

06/03/2026

CNA Fita NCC Auto chiede la riformulazione del decreto sul Foglio di Servizio Elettronico

La CNA Fita NCC Auto interviene sul tema del Foglio di Servizio Elettronico (FSE) chiedendo una revisione del decreto che ne disciplina l’introduzione. Secondo l’associazione di categoria, la digitalizzazione del settore del noleggio con conducente (NCC) rappresenta un passaggio importante, ma deve essere realizzata senza limitare l’autonomia organizzativa delle imprese né appesantire il lavoro degli operatori con nuovi oneri burocratici.

L’organizzazione ribadisce la distinzione strutturale tra il servizio taxi, definito servizio di piazza, e il servizio NCC, basato invece sulla prenotazione preventiva e rivolto a una clientela specifica. Proprio questa differenza, secondo CNA Fita NCC Auto, dovrebbe essere il punto di riferimento anche per l’adozione degli strumenti digitali.

L’introduzione del Foglio di Servizio Elettronico, quindi, dovrebbe servire a certificare questa distinzione e non trasformarsi in uno strumento che limita la libertà d’impresa o altera l’equilibrio del mercato.

Digitalizzazione sì, ma senza nuovi vincoli per le imprese

L’associazione richiama inoltre le recenti sentenze del TAR e della Corte Costituzionale, che hanno ribadito il principio della neutralità tecnologica. Questo principio, secondo CNA Fita NCC Auto, dovrebbe impedire l’imposizione di modalità operative rigide che riducono la libertà organizzativa degli operatori.

Il Foglio di Servizio Elettronico, nelle intenzioni dell’associazione, dovrebbe rappresentare una opportunità di innovazione e semplificazione, soprattutto per le imprese artigiane del settore, invece di diventare un ulteriore costo amministrativo.

Una delle criticità evidenziate riguarda l’assenza di un fondo dedicato al sostegno delle imprese, in particolare per quelle realtà più piccole, spesso composte da operatori monoveicolari o a conduzione familiare. Per queste aziende l’obbligo di adottare strumenti tecnologici con specifiche tecniche molto stringenti potrebbe rappresentare un investimento difficile da sostenere.

Secondo CNA Fita NCC Auto, sarebbe stato opportuno accompagnare l’introduzione dell’FSE con misure economiche di supporto, proprio per evitare che l’innovazione tecnologica si traduca in un peso finanziario per gli operatori.

Tracciabilità contro l’abusivismo, nel rispetto della privacy

L’associazione riconosce comunque il valore del Foglio di Servizio come strumento utile per contrastare l’abusivismo e il mercato irregolare nel settore del trasporto pubblico non di linea.

La tracciabilità dei servizi, se ben regolata, può contribuire a rendere più trasparente il mercato e a tutelare gli operatori che lavorano nel rispetto delle norme.

CNA Fita NCC Auto sottolinea però che questa tracciabilità deve essere utilizzata esclusivamente per verificare la regolarità del servizio, senza trasformarsi in un sistema di controllo continuo o invasivo sugli spostamenti degli operatori.

Un eventuale monitoraggio in tempo reale dei veicoli, evidenzia l’associazione, potrebbe entrare in conflitto con i principi previsti dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR) e con la tutela della dignità professionale degli operatori.

Richiesta di confronto con le associazioni di categoria

Alla luce delle recenti decisioni giurisprudenziali, CNA Fita NCC Auto ritiene che il processo di revisione normativa avrebbe potuto rappresentare l’occasione per un confronto più ampio con le associazioni di rappresentanza del settore.

L’organizzazione propone quindi l’apertura di un tavolo di lavoro con le principali associazioni di categoria, con l’obiettivo di elaborare una nuova bozza di decreto che rispetti i requisiti previsti dalla legge 21 del 1992, normativa di riferimento per il trasporto pubblico non di linea.

Secondo l’associazione, un percorso condiviso consentirebbe di definire regole più equilibrate e sostenibili, capaci di garantire la qualità del servizio senza penalizzare le imprese.

Il settore NCC, ricordano i rappresentanti della CNA, è composto in larga parte da microimprese artigiane, spesso familiari, che operano con un solo veicolo e che intendono continuare a lavorare nel rispetto delle regole e della legalità.

Per questo motivo CNA Fita NCC Auto auspica una riformulazione del decreto che elimini gli elementi considerati eccessivamente onerosi e favorisca una digitalizzazione realmente utile per il settore.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.