“Don’t worry be safe”: a Bergamo il convegno che chiude un anno di Mobilità Sicura
28/02/2026
Martedì 3 marzo, nell’Aula magna dell’Università degli Studi di Bergamo, la Provincia porta a confronto istituzioni, ricerca e operatori della sicurezza stradale con il convegno “Don’t worry be safe”, inserito nel progetto Mobilità Sicura. L’iniziativa, avviata da aprile 2025, nasce per prevenire e contrastare l’incidentalità, con un’attenzione mirata a una delle cause più ricorrenti e sottovalutate: la guida sotto effetto di alcol e sostanze stupefacenti, soprattutto tra i più giovani.
L’appuntamento si presenta come un momento di sintesi e rilancio, con una tavola rotonda tra i partner e contributi qualificati che uniscono competenze forensi, psicologiche, sociali e operative, nel tentativo di trasformare la prevenzione in un sistema stabile, leggibile dai cittadini e utile sul campo.
Un progetto finanziato dal Fondo contro l’incidentalità notturna
Mobilità Sicura è finanziato per 100.000 euro attraverso il Fondo contro l’incidentalità notturna, gestito dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sulla base dell’accordo con ANCI e UPI. Il progetto ha costruito una collaborazione concreta tra livelli diversi di intervento: Polizia provinciale, Polizie locali, associazioni, mondo scolastico, realtà sanitarie e università.
La regia operativa è stata affidata alla Polizia Provinciale, che ha coordinato proposte e attività in rete con numerosi soggetti: l’Associazione Polizia Locale di Bergamo, i Comuni coinvolti, l’Associazione Nazionale Carabinieri e una pluralità di partner che, di volta in volta, hanno messo a disposizione strumenti, competenze e presìdi sul territorio. L’obiettivo, dichiarato e misurabile, ha un doppio binario: aumentare i controlli e, nello stesso tempo, far crescere una consapevolezza diffusa sui rischi reali della guida alterata.
Dalla comunicazione ai controlli: cosa è stato realizzato sul territorio
Il progetto ha investito su luoghi ad alta affluenza, scegliendo eventi e spazi capaci di intercettare pubblici differenti: manifestazioni, centri commerciali, appuntamenti popolari, contesti in cui famiglie e giovani si mescolano e dove i messaggi di prevenzione possono diventare conversazione, non semplice slogan.
Accanto alla presenza fisica, è stata attivata una collaborazione con AICAP e con la Prefettura di Bergamo per la diffusione di messaggi di pubblicità progresso tramite cartelli stradali 6x3 e 4x3, coordinando in modo più strategico l’affissione sul territorio provinciale. La stessa comunicazione è entrata anche nelle scuole, individuate come snodo decisivo per costruire comportamenti futuri più responsabili.
Tra gli strumenti più incisivi, per impatto visivo ed emotivo, si segnala il container itinerante ideato con Zambelli Autoriparazioni, un allestimento realistico che riproduce un incidente tra autovetture e costringe a guardare, senza filtri, le conseguenze di uno scontro. Sul versante operativo, si è svolto anche un evento dedicato ai controlli su motocicli, biciclette e monopattini elettrici, con il supporto di Motorizzazione e Prefettura, mentre ATS Bergamo ha portato nelle scuole momenti formativi con strumenti come gli occhiali Alcolvista.
Nel lavoro di prossimità, gli 11 Comuni aderenti hanno effettuato controlli serali con le rispettive Polizie locali; ACI ha distribuito 10.000 copie del volume “Strade sicure per tutti” e realizzato corsi che hanno coinvolto oltre 500 studenti, sostenendo anche una campagna radiofonica e informativa. L’Associazione Genitori Antidroga ha garantito supporto gratuito con équipe multidisciplinari, mentre l’Associazione Nazionale Carabinieri ha organizzato pattuglie in moto orientate a prevenzione, deterrenza e dialogo nei luoghi di aggregazione.
A completare il quadro, l’Università di Bergamo ha curato seminari di approfondimento e attività di ricerca sull’incidentalità, con risultati che hanno portato all’accettazione di un poster scientifico al meeting IAFS in programma a Sofia dal 25 al 30 maggio 2026: un segnale che lega il territorio alla produzione di conoscenza, con ricadute operative.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.