Autonomia Lombardia, via libera in commissione a due intese
03/09/2026
Le commissioni Affari istituzionali ed Enti locali e Autonomie e riordino delle Autonomie locali del Consiglio regionale della Lombardia hanno dato il via libera alla proposta di deliberazione sull’autonomia differenziata. Il provvedimento riguarda due schemi d’intesa tra Governo e Regione Lombardia per l’attribuzione di ulteriori competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute. Il prossimo passaggio dovrebbe arrivare in Aula già a settembre.
Possibile voto del Consiglio regionale il 10 settembre
Secondo il percorso indicato dalla Regione, il 10 settembre il Consiglio regionale potrebbe essere chiamato a votare una risoluzione per autorizzare il presidente della Lombardia alla sottoscrizione definitiva dell’intesa con il Governo.
In caso di approvazione, entro 45 giorni dalla comunicazione del voto favorevole il documento, accompagnato da una relazione tecnica, dovrebbe essere sottoposto al Consiglio dei ministri. Su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie verrebbe quindi predisposto un disegno di legge per l’approvazione delle intese.
Il testo dovrebbe successivamente passare all’esame di Camera e Senato, secondo la procedura prevista dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Piazza: percorso avviato nel 2015
Il sottosegretario regionale con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza, ha espresso soddisfazione per il passaggio nelle commissioni, definendolo un ulteriore avanzamento verso l’attribuzione delle nuove competenze.
Piazza ha ricordato che il percorso lombardo era stato formalmente avviato il 17 febbraio 2015, quando il Consiglio regionale approvò due ordini del giorno che diedero impulso al confronto con il Governo sulle materie oggetto della richiesta di maggiore autonomia.
Nel 2017 si svolse poi il referendum consultivo regionale sull’autonomia. Secondo i dati richiamati dalla Regione, il 95,1% dei votanti si espresse a favore del percorso.
Protezione civile, più poteri nelle emergenze regionali
Uno dei due schemi d’intesa riguarda la Protezione civile. Il presidente della Regione potrebbe acquisire la possibilità di emanare ordinanze in deroga alle disposizioni statali per le emergenze di carattere locale, con una durata massima indicata in due anni.
Il testo prevede inoltre la possibilità di aprire contabilità speciali presso la Tesoreria dello Stato anche per emergenze regionali. Per gli eventi di rilievo nazionale, il ruolo di commissario delegato potrebbe essere attribuito al presidente della Regione o a un suo delegato, d’intesa con la Protezione civile.
Ulteriori competenze riguarderebbero il reclutamento urgente del personale e la regolamentazione della formazione degli operatori del settore.
Professioni e previdenza complementare
In materia di professioni, la Regione potrebbe disciplinare attività caratterizzate da uno specifico legame con il territorio. Tra gli esempi indicati compare la liuteria cremonese, mentre resterebbero escluse le professioni sanitarie e quelle organizzate in ordini professionali.
Per quanto riguarda la previdenza complementare e integrativa, la Lombardia assumerebbe funzioni di rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e per quelli del Servizio sanitario regionale. Potrebbero inoltre essere promossi fondi pensione su base regionale mediante specifiche convenzioni.
Sanità, tariffe e gestione delle risorse
Un capitolo rilevante riguarda la tutela della salute. Lo schema prevede la possibilità per la Regione di stabilire tariffe di rimborso sanitario differenti rispetto a quelle nazionali, purché i maggiori costi siano sostenuti dal bilancio regionale.
La Lombardia avrebbe inoltre una maggiore autonomia nella gestione dei fondi statali destinati agli investimenti nell’edilizia e nelle tecnologie sanitarie. Il testo contempla anche la possibilità di istituire fondi sanitari integrativi regionali, mantenendo comunque la garanzia dei livelli essenziali di assistenza.
Sarebbe inoltre consentito destinare risorse aggiuntive all’assunzione straordinaria di personale sanitario e al pagamento di prestazioni aggiuntive. Eventuali risparmi ottenuti nella gestione di fondi vincolati potrebbero essere riallocati in altri ambiti della sanità regionale.
Il voto del Consiglio regionale rappresenterà quindi il prossimo passaggio del procedimento, che dovrà poi proseguire a livello nazionale attraverso il Consiglio dei ministri e il Parlamento.
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