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Albano Sant’Alessandro, tre alloggi Sap per donne fragili

29/07/2026

Albano Sant’Alessandro, tre alloggi Sap per donne fragili

Tre appartamenti di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzati ad Albano Sant’Alessandro, in provincia di Bergamo, saranno destinati all’accoglienza di donne vittime di violenza o che attraversano situazioni di particolare vulnerabilità. La Giunta di Regione Lombardia ha autorizzato il progetto presentato dal Comune, che prevede l’assegnazione degli immobili all’associazione di volontariato Il Giardino, attiva nel sostegno abitativo e nell’accompagnamento delle persone fragili.

La Regione approva il progetto del Comune

Il via libera è arrivato attraverso una delibera proposta dall’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco. Il provvedimento permette all’amministrazione comunale di utilizzare tre alloggi Sap, acronimo di Servizi abitativi pubblici, per una finalità sociale diversa dall’ordinaria assegnazione prevista dalle graduatorie dell’edilizia residenziale.

Gli appartamenti, rimasti finora vuoti, potranno così essere recuperati e inseriti in un percorso di accoglienza rivolto a donne che hanno subito violenza, si trovano senza una soluzione abitativa sicura oppure necessitano di un periodo di sostegno prima di raggiungere una piena autonomia personale ed economica.

Secondo l’assessore Franco, l’iniziativa rappresenta un utilizzo concreto del patrimonio pubblico costruito sulle esigenze espresse dal territorio. La disponibilità degli immobili consentirà infatti di evitare che abitazioni già esistenti restino inutilizzate, trasformandole in spazi protetti per persone che affrontano una fase particolarmente delicata della propria vita.

Il ruolo dell’associazione Il Giardino

La gestione degli alloggi sarà affidata all’associazione Il Giardino, realtà di volontariato impegnata nell’accoglienza abitativa e nel supporto alle donne esposte a violenza, isolamento o disagio sociale. L’intervento non si limiterà alla concessione di una casa, ma potrà inserirsi in percorsi più ampi di accompagnamento e recupero dell’autonomia.

La disponibilità di un’abitazione sicura costituisce spesso uno dei passaggi più complessi per chi decide di uscire da una situazione di violenza. La mancanza di risorse economiche, di una rete familiare o di un luogo protetto può infatti rallentare l’allontanamento da contesti pericolosi e rendere più difficile la costruzione di un nuovo progetto di vita.

La collaborazione tra Comune, Regione e volontariato permetterà di mettere insieme patrimonio immobiliare, competenze sociali e conoscenza dei bisogni locali. L’associazione potrà seguire le ospiti nella gestione quotidiana, nell’accesso ai servizi e nei percorsi necessari per raggiungere una maggiore indipendenza.

Housing sociale e recupero degli appartamenti pubblici

Per Regione Lombardia il progetto di Albano Sant’Alessandro mostra come l’housing sociale possa assumere forme differenti in base alle necessità delle comunità. Gli alloggi pubblici vengono così utilizzati anche per affrontare emergenze che richiedono soluzioni mirate, temporanee e accompagnate da operatori o volontari qualificati.

L’assessore Franco ha richiamato il valore della collaborazione con il Terzo settore, considerata determinante per garantire risposte efficaci nei casi di maggiore fragilità. L’operazione consente inoltre di recuperare tre immobili esistenti senza nuovo consumo di suolo, restituendoli a una funzione pubblica e sociale.

Con l’approvazione regionale, il Comune potrà ora procedere con gli atti necessari per rendere disponibili gli appartamenti e definire le modalità operative con l’associazione. Le tre abitazioni diventeranno parte della rete territoriale di protezione e sostegno destinata alle donne che devono allontanarsi da situazioni di violenza o affrontare una fase di grave difficoltà.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.