Bergamo, in Sala Manzù la mostra “Mani antiche Sguardi nuovi”
23/06/2026
La Sala Manzù della Provincia di Bergamo ospita fino al 28 giugno 2026 la mostra “Mani antiche Sguardi nuovi”, progetto espositivo che mette in dialogo la tradizione artistica toscana con la sensibilità culturale del territorio bergamasco. La rassegna, inaugurata sabato 20 giugno alle 18, è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 e nel fine settimana dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.
Un ponte culturale tra Bergamo e la Toscana
Il progetto nasce dall’incontro tra l’Associazione Art-Alive.eu e il Gruppo Culturale Fornace Pasquinucci APS di Capraia Fiorentina, realtà storica del panorama culturale toscano. Con il patrocinio della Provincia di Bergamo, la mostra propone un confronto tra linguaggi, territori e memorie artistiche, costruendo un percorso che guarda al sapere manuale come origine viva della ricerca contemporanea.
Il titolo scelto dal curatore Claudio Roghi, noto anche come Utodatodi, indica con chiarezza la direzione dell’esposizione: valorizzare la sapienza del gesto, la materia e il mestiere artistico, senza rinunciare a una lettura attuale delle forme e dei temi. La tradizione non viene trattata come repertorio immobile, ma come punto di partenza per nuove interpretazioni pittoriche e scultoree.
La Fornace Pasquinucci e il valore della memoria artistica
Un ruolo centrale è affidato alla storia della Fornace Pasquinucci, nata dalla trasformazione di un antico spazio di archeologia industriale in luogo dedicato all’arte contemporanea. La sua presenza nel progetto porta a Bergamo un’esperienza culturale fondata sulla rigenerazione degli spazi, sulla memoria del lavoro e sulla capacità dell’arte di restituire nuovi significati alla materia.
Accanto a questa eredità si colloca il contributo degli artisti legati ad Art-Alive.eu, impegnati in ricerche che attraversano pittura e scultura. Il risultato è una collettiva che non si limita ad affiancare opere differenti, ma costruisce un percorso unitario, dove tela, pigmento, marmo, bronzo e segno diventano strumenti per interrogare il rapporto tra radici, identità e contemporaneità.
Gli artisti in mostra e il percorso curatoriale
La selezione comprende numerosi autori, tra cui Piero Bertelli, Lorella Consorti, Grazia Di Napoli, Silvana Fedi, Chiara Lunardi, Donatella Moretti, Fulvio Persia, Valeria Bivona, Pietro Cavallini, Roberto Calvagna, Raffaele Danesi, Giancarlo D’Ambrosio, Renato Fuccini, Maria Mansueto, Francesca Paccati, Roberto Simoncini, Donatella Tomassoni e Liliana Voto. Le opere esposte restituiscono una pluralità di tecniche e sensibilità, mantenendo però un filo comune legato alla centralità del gesto artistico.
La direzione curatoriale di Roghi organizza questo dialogo in una cornice coerente, nella quale ogni autore conserva la propria specificità espressiva ma partecipa a una riflessione collettiva sulla continuità dell’arte attraverso il tempo. In un contesto segnato dalla rapidità dei linguaggi visivi, la mostra recupera il valore della manualità e della bellezza come strumenti di relazione, conoscenza e appartenenza culturale.
“Mani antiche Sguardi nuovi” si propone così come un’occasione per avvicinare pubblici diversi, dagli appassionati d’arte ai cittadini che frequentano gli spazi culturali della Provincia, offrendo a Bergamo un itinerario espositivo fondato sull’incontro tra memoria, territorio e ricerca contemporanea.
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