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Bergamo, San Michele all’Arco verso il restauro da 4,7 milioni

18/06/2026

Bergamo, San Michele all’Arco verso il restauro da 4,7 milioni

La Giunta comunale di Bergamo ha approvato in linea tecnica il progetto per il recupero di San Michele all’Arco e per l’insediamento di nuove funzioni culturali in collegamento con la Biblioteca civica Angelo Mai. L’intervento, dal valore complessivo di 4.715.212 euro, riguarda uno degli spazi storici più rilevanti di Città Alta e punta a restituire piena funzionalità a un edificio da decenni legato alla vita della biblioteca.

Un progetto nel cuore di Città Alta

La ex chiesa di San Michele all’Arco si trova in piazza Vecchia, all’angolo con via Rivola, in un contesto di altissimo valore storico e paesaggistico, all’interno del nucleo del sito UNESCO delle Opere di difesa veneziane. L’immobile, sottoposto a tutela dal 1914, è di proprietà del Comune dal 2019, dopo la permuta con la Parrocchia di Sant’Alessandro Martire in Cattedrale che ha riguardato anche la chiesa del Galgario.

Il progetto si inserisce nel programma più ampio di adeguamento, messa in sicurezza, restauro e valorizzazione del complesso della Biblioteca Angelo Mai e della ex chiesa, già approvato dalla Giunta nel novembre 2024. L’obiettivo è rafforzare la destinazione culturale dell’immobile, valorizzando il patrimonio bibliografico conservato e ricomponendo il rapporto tra San Michele all’Arco, Palazzo Nuovo, l’atrio scamozziano e gli spazi esterni dell’isolato della Mai.

Dalla memoria storica a nuove funzioni culturali

La storia dell’edificio è profondamente intrecciata con quella della città. Le sue origini vengono collocate dalla tradizione in età antichissima, attorno al 300 d.C., mentre le fonti documentarie lo citano già tra IX e X secolo. Nel tempo San Michele all’Arco è stato luogo di culto, sede di vicinia civile e religiosa e spazio legato alla trasformazione dell’area di piazza Vecchia e del Palazzo Nuovo.

Dal secondo dopoguerra la ex chiesa è entrata nella storia funzionale della Biblioteca Angelo Mai. Nel 1955 la Curia Vescovile ne dispose la riduzione a uso profano e, nello stesso anno, gli spazi furono concessi al Comune per ospitare fondi bibliografici, avviando il percorso che avrebbe portato l’edificio a diventare sede dell’emeroteca.

Il nuovo intervento prevede una riorganizzazione degli spazi, con una riduzione del carico legato alla raccolta dell’emeroteca e la creazione di un ambiente capace di accogliere mostre, incontri, attività musicali, iniziative culturali e funzioni connesse alla biblioteca. San Michele all’Arco potrà così continuare a svolgere il ruolo di deposito storico, affiancandolo a una maggiore apertura pubblica.

Depositi, scaffalature e accessibilità

Il progetto comprende anche la riorganizzazione degli spazi di deposito della Biblioteca Angelo Mai, con circa 7.000 metri lineari di nuove scaffalature pensate per rispondere alle esigenze della biblioteca e dell’emeroteca in una prospettiva di lungo periodo. Sono previsti inoltre ambienti per formazione specialistica, laboratori di restauro, riproduzione fotografica, catalogo, reception, informazione al pubblico, lettura, studio, lezioni, convegni e presentazioni.

Particolare attenzione viene riservata alla sicurezza e all’abbattimento delle barriere architettoniche. Il progetto punta a mettere a norma accessi, percorsi e vie di fuga, rendendo il complesso più sicuro e fruibile, senza alterare il valore storico degli ambienti.

Dal punto di vista conservativo, i nuovi elementi interni saranno concepiti come strutture autonome e contemporanee, distinguibili rispetto all’impianto antico. Le vetrine per archivio ed emeroteca verranno inserite senza compromettere affreschi, pareti, volte e strutture portanti. L’asse centrale dell’aula resterà libero e leggibile, mentre i nuovi volumi saranno trattati come spazi nello spazio.

Candidatura Cariplo e lavoro tecnico preliminare

La proposta è stata candidata al bando di Fondazione Cariplo “Programma degli Interventi Emblematici della Fondazione Cariplo 2024-2026”, nella linea di mandato “Creare valore condiviso”. Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato redatto dal raggruppamento temporaneo guidato dall’architetto Walter Angonese, mentre la responsabile unica del progetto è l’architetta Milena Salvi.

Prima della definizione dell’intervento sono stati eseguiti rilievi geometrici, architettonici, strutturali e impiantistici, oltre a rilievi fotografici, ortofoto degli affreschi e indagini georadar sui substrati della pavimentazione, anche per la presenza di un potenziale archeologico elevato nell’area. La candidatura è stata accompagnata da un progetto culturale sviluppato dalla Direzione Cultura e condiviso con oltre 40 soggetti culturali del territorio.

Gli assessori Ferruccio Rota, Francesco Valesini e Sergio Gandi hanno sottolineato il valore tecnico, urbano e culturale dell’intervento, legato al restauro di un bene delicato, alla ricucitura degli spazi nel cuore di Città Alta e al rafforzamento del ruolo della Biblioteca Angelo Mai come istituzione aperta alla comunità, alla ricerca e alla produzione culturale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to