Lombardia, ozono oltre soglia: picco a Ferno con 225 µg/m3
01/07/2026
La cupola anticiclonica sul Nord Italia sta favorendo un forte accumulo di ozono in Lombardia, con livelli che da oltre dieci giorni superano i valori raccomandati per la tutela della salute in numerose stazioni di monitoraggio. Il dato più alto è stato registrato a Ferno, in provincia di Varese, con 225 microgrammi per metro cubo, un valore ben superiore alla soglia di informazione fissata a 180 microgrammi per metro cubo come media oraria.
Ozono alto tra Pianura Padana e fascia pedemontana
Il fenomeno non riguarda soltanto la pianura, ma interessa anche la fascia pedemontana. Le masse d’aria calda favoriscono infatti il trasporto degli inquinanti verso la catena alpina, creando condizioni favorevoli alla formazione e all’accumulo di ozono. Questo inquinante si sviluppa quando la radiazione solare intensa attiva reazioni chimiche a partire da gas presenti nell’atmosfera e da sostanze prodotte dalle attività umane.
In Pianura Padana le concentrazioni elevate sono collegate alla presenza di diversi precursori: ossidi di azoto prodotti dal traffico veicolare, composti organici volatili legati alle attività industriali e solventi, metano derivante dagli allevamenti e, nel periodo estivo, anche dalle risaie. La combinazione tra caldo persistente, forte irraggiamento e emissioni rende l’ozono uno dei principali fattori di rischio per la qualità dell’aria nei mesi caldi.
I dati Arpa e i superamenti nelle città lombarde
Secondo i dati richiamati da Legambiente Lombardia e rilevati dalle centraline Arpa, la media oraria dell’ozono calcolata nelle otto ore di picco giornaliero supera ormai da oltre dieci giorni il valore di 120 microgrammi per metro cubo, indicato come riferimento per la protezione della salute.
La situazione più critica viene segnalata nell’alta pianura e nell’area di Malpensa, dove sono stati registrati continui superamenti della soglia di 180 microgrammi per metro cubo. Oltre al picco di Ferno, valori elevati sono stati rilevati a Varese con 215 microgrammi per metro cubo, Monza con 198, Lecco con 186, Brescia e Como con 185, Bergamo con 183.
Legambiente segnala inoltre che, pur essendo l’estate appena iniziata, è già certo il raggiungimento del limite delle 25 giornate di superamento previsto dalla normativa europea. Il quadro conferma una pressione ambientale intensa su un’area già fragile sotto il profilo atmosferico.
Traffico, industria e allevamenti tra le cause indicate
Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, indica la necessità di intervenire sui settori che producono i gas precursori dell’ozono. Tra le priorità vengono citate la riduzione del traffico motorizzato, in particolare dei veicoli diesel, il contenimento dell’uso di solventi organici nel comparto industriale e una revisione del peso degli allevamenti intensivi nella regione.
Per la popolazione, i livelli registrati rappresentano un motivo concreto di prudenza. Le attività fisiche intense all’aperto dovrebbero essere evitate nelle ore in cui l’ozono raggiunge i valori più alti, dal primo pomeriggio fino alla sera inoltrata. Particolare attenzione va riservata a bambini, anziani, persone con patologie respiratorie, soggetti asmatici e cittadini con problemi cardiaci, più esposti agli effetti irritativi e respiratori dell’inquinante.
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