Siccità in Lombardia, deficit idrico al 50%: riso a rischio
30/07/2026
La Lombardia affronta la parte finale della stagione irrigua con un deficit idrico del 50% e riserve insufficienti per garantire acqua alle colture fino a settembre. La gestione coordinata dei bacini ha consentito di salvare i primi raccolti e di distribuire, a fine luglio 2026, il 30% di acqua in più rispetto allo stesso periodo della grave siccità del 2022. Le maggiori preoccupazioni riguardano ora le risaie della parte occidentale della regione, legate soprattutto agli apporti del lago Maggiore e del Piemonte.
Primo raccolto salvato, agosto resta incerto
I dati sono stati esaminati durante il tavolo regionale sulle risorse idriche convocato il 28 luglio dagli assessori Massimo Sertori, Alessandro Beduschi e Giorgio Maione. Al confronto hanno partecipato i soggetti coinvolti nella gestione dell’acqua, chiamati a coordinare rilasci, concessioni e interventi per limitare i danni all’agricoltura.
Nonostante la quantità disponibile sia nettamente inferiore al fabbisogno, il monitoraggio continuo e l’utilizzo parsimonioso della risorsa hanno permesso di accompagnare le aziende agricole fino alla raccolta delle prime produzioni. Lo scenario rimane però delicato: secondo le valutazioni regionali, l’irrigazione potrà proseguire soltanto fino ai primi giorni di agosto in diverse aree.
L’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi ha spiegato che arrivare a settembre mantenendo gli attuali livelli di distribuzione appare impossibile. Anche i secondi raccolti risultano difficili da sostenere, soprattutto quando le semine vengono avviate tardi e richiedono acqua nel periodo più caldo dell’estate.
Gli interventi saranno concentrati nella zona occidentale della Lombardia, dove la coltivazione del riso è maggiormente esposta alla diminuzione delle portate. Il settore risicolo necessita infatti di forniture costanti e risente direttamente delle difficoltà del lago Maggiore e dei corsi d’acqua provenienti dal territorio piemontese.
Richiesto più sostegno alla Svizzera e ai concessionari
L’assessore regionale alle Risorse idriche, Massimo Sertori, ha riferito che la Lombardia ha chiesto un ulteriore sostegno alla Svizzera, dove sono presenti centrali idroelettriche collocate a monte dei bacini interessati, e ai concessionari italiani, con un confronto specifico avviato anche con Enel.
L’obiettivo è ottenere rilasci capaci di contenere almeno una parte dei danni alle risaie. Un nuovo accordo è già stato raggiunto con i concessionari che operano sul versante lombardo tra i bacini dell’Adda e dell’Oglio. La Regione considera questa intesa determinante per accompagnare i territori interessati verso la chiusura della stagione irrigua.
Un’intesa è stata definita anche per il lago d’Idro, mentre prosegue il confronto con Terna per individuare una soluzione sul bacino del Chiese. Le diverse operazioni dovranno tenere insieme le esigenze agricole, la produzione energetica, la tutela ambientale e i livelli minimi necessari per il funzionamento dei corsi d’acqua.
Sertori ha invitato a evitare soluzioni semplicistiche o proposte non applicabili, sottolineando che la scarsità della risorsa impone decisioni condivise tra tutti gli operatori. Il coordinamento regionale punta a distribuire l’acqua disponibile senza compromettere anticipatamente intere aree produttive.
Regione: necessario cambiare tecniche irrigue e colture
La crisi del 2026 conferma, secondo la Regione, che la carenza d’acqua non può più essere considerata un’emergenza isolata. Le condizioni climatiche impongono una revisione della pianificazione agricola, delle epoche di semina e delle colture scelte nei territori maggiormente esposti alla siccità.
Beduschi ha richiamato la necessità di migliorare i sistemi irrigui, superando pratiche caratterizzate da un consumo elevato. Tecnologie più efficienti, strumenti di monitoraggio e una programmazione anticipata potrebbero ridurre gli sprechi e aumentare la capacità delle imprese di affrontare stagioni con precipitazioni inferiori alla media.
La Regione ritiene necessari anche interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sui canali, sulle reti di distribuzione e sulle infrastrutture di accumulo. Perdite, dispersioni e impianti poco efficienti riducono infatti la quantità d’acqua che raggiunge concretamente i campi.
La riflessione riguarderà inoltre la compatibilità tra disponibilità idrica e produzioni agricole. Le imprese saranno chiamate a valutare con maggiore attenzione varietà, calendari colturali e possibilità di avviare secondi raccolti, tenendo conto di un quadro climatico differente rispetto al passato.
Maione: situazione grave, ma il sistema sta reggendo
L’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha definito la situazione grave ma ancora gestibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, agricoltori, consorzi, concessionari e gestori dei bacini. Il lavoro preparatorio svolto nei mesi precedenti avrebbe consentito di evitare conseguenze peggiori, pur in presenza di risorse fortemente ridotte.
Maione ha collegato le misure immediate alla strategia regionale di adattamento al cambiamento climatico. Il piano dovrà fornire strumenti permanenti per affrontare periodi di siccità prolungata, evitando che ogni crisi venga gestita esclusivamente attraverso provvedimenti emergenziali.
La priorità delle prossime settimane sarà preservare le coltivazioni ancora in campo, soprattutto il riso, e accompagnare i diversi bacini verso la conclusione della stagione irrigua. Parallelamente, il tavolo regionale continuerà a lavorare su infrastrutture, tecniche di distribuzione e scelte agricole, poiché la scarsità d’acqua sta assumendo caratteristiche strutturali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to