Bergamo, 16 reperti Beltrami in mostra a Minneapolis nel 2027
10/08/2026
Sedici reperti etnografici della collezione Beltrami, custodita al Museo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi” di Bergamo, partiranno temporaneamente per gli Stati Uniti. Il Comune ha autorizzato il prestito delle opere destinate a una mostra che sarà inaugurata nella primavera del 2027 al Minneapolis Institute of Art, in Minnesota, in collaborazione con la Shakopee Mdewakanton Sioux Community. L’esposizione resterà aperta fino all’estate e riporterà alcuni manufatti raccolti da Costantino Beltrami oltre due secoli fa nei territori delle popolazioni native nordamericane.
I reperti tornano nei territori attraversati da Beltrami
Gli oggetti furono raccolti dall’esploratore bergamasco durante il viaggio del 1823 compiuto alla ricerca delle sorgenti del Mississippi, chiamato Wakpa Tanka nella lingua Dakota. Il percorso attraversò territori ancestrali delle comunità native e portò alla formazione di una raccolta che rappresenta oggi uno dei nuclei etnografici di maggiore rilievo conservati dal Museo Caffi.
Il trasferimento temporaneo in Minnesota consentirà a esponenti delle comunità native, studiosi, artisti e visitatori di osservare direttamente testimonianze materiali legate alla storia e alle tradizioni delle popolazioni delle grandi praterie nordamericane. Dei sedici reperti selezionati, quattordici appartengono al Museo Caffi, mentre due fanno parte del Fondo Lucchetti e sono conservati in comodato presso l’istituzione bergamasca.
Tra gli oggetti della raccolta figurano manufatti considerati tra i più antichi conosciuti delle culture native delle grandi praterie. Uno dei pezzi più conosciuti è il “Beltrami flute”, un flauto da corteggiamento in legno di cedro indicato dal Museo come il più antico esemplare noto dell’area e ancora oggi riprodotto negli ambienti etnico-musicali con il nome dell’esploratore.
Dal mantello di bisonte al cappotto donato da Woascita
Tra i reperti destinati alla mostra statunitense figura anche un mantello in pelle di bisonte decorato con un motivo solare, oltre a un cappotto di foggia europea caratterizzato da decorazioni realizzate con pigmenti naturali e aculei di porcospino ricamati nel tessuto.
Secondo la documentazione conservata dal Museo, il cappotto sarebbe stato donato a Beltrami dalla giovane Ojibwe Woascita come segno di riconoscenza dopo che il viaggiatore aveva salvato la vita al padre, il capo Cloudy Weather, conosciuto in italiano come Tempo Nuvoloso.
La raccolta è da decenni oggetto di studi specialistici. A partire dagli anni Settanta è stata interessata da un ampio lavoro di ricerca e valorizzazione, al quale ha contribuito anche l’etnografo Cesare Marino, per lungo tempo impegnato presso il Dipartimento di Antropologia dello Smithsonian Institution di Washington. Il Museo Caffi continua inoltre a ricevere ricercatori statunitensi interessati a studiare i reperti e il loro rapporto con le culture native.
Una collaborazione avviata con la comunità Shakopee nel 2022
I rapporti tra Bergamo e la Shakopee Mdewakanton Sioux Community erano già stati avviati nel 2022, durante le attività organizzate dal Museo Caffi in occasione del bicentenario del viaggio di Beltrami. Alcuni rappresentanti della comunità visitarono allora Bergamo e poterono osservare direttamente gli oggetti provenienti dai territori dei loro antenati.
Il confronto permise anche di raccogliere indicazioni sul significato culturale dei manufatti e sulle modalità considerate più rispettose per la loro conservazione e presentazione al pubblico. Il dialogo è poi proseguito fino alla nuova collaborazione con il Minneapolis Institute of Art.
L’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Sergio Gandi, ha definito il prestito un riconoscimento del valore internazionale del patrimonio conservato al Museo Caffi. L’amministrazione considera l’esposizione statunitense un’occasione per rafforzare il dialogo tra istituzioni culturali, studiosi e comunità legate direttamente alla storia degli oggetti.
È il secondo prestito oltreoceano in due secoli
Per la collezione si tratta di un evento raro. Secondo quanto comunicato dal Comune, questa sarà infatti la seconda volta in circa duecento anni che reperti Beltrami vengono richiesti oltreoceano per una mostra. Il precedente risale al 1988, quando in occasione delle Olimpiadi invernali fu concesso il prestito di un tamburo da medicina, successivamente utilizzato come immagine simbolo dell’esposizione “The Spirit Sings”.
Nel 2023, durante Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, il Museo aveva inoltre dedicato all’esploratore la mostra “Costantino Beltrami, il sogno di un Nuovo Mondo”, organizzata per celebrare i duecento anni dal viaggio del 1823.
Il direttore del Museo di Scienze Naturali “E. Caffi”, Marco Valle, ha ricordato che la storia della conservazione della raccolta a Bergamo comincia nel 1855, quando gli oggetti furono donati alla comunità cittadina dal nipote di Costantino Beltrami. Da allora il modo di interpretarli è cambiato, passando dalla concezione iniziale di curiosità raccolte durante un’esplorazione a testimonianze storiche ed etnografiche delle culture native nordamericane.
Il prestito sarà effettuato nel rispetto delle procedure previste dalla normativa e dopo le necessarie autorizzazioni degli organi di tutela. Terminata la mostra nell’estate del 2027, tutti i reperti torneranno al Museo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi” di Bergamo.
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