Bergamo, prima Zona di Innovazione della Lombardia per la meccatronica
09/10/2026
Bergamo diventa il primo territorio della Lombardia a ottenere il riconoscimento di una Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) dedicata alla meccatronica e alla manifattura avanzata. Il progetto B.R.I.D.g.E., promosso dal Consorzio Intellimech insieme a imprese, università e istituzioni locali, ha superato la prima fase della procedura regionale ed è stato ammesso alla seconda, preparatoria alla sua piena realizzazione. L'iniziativa è stata presentata l'8 ottobre 2026 al Kilometro Rosso, alla presenza dell'assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi. Il programma punta a rafforzare la collaborazione tra ricerca e industria, favorendo l'accesso alle tecnologie avanzate e la crescita delle piccole e medie imprese del territorio.
Meccatronica, Bergamo ottiene il primo riconoscimento ZIS regionale
La nuova Zona di Innovazione e Sviluppo nasce dal progetto B.R.I.D.g.E., acronimo di Boosting Research & Innovation for the Development of a Mechatronic Ecosystem, elaborato per valorizzare una delle principali specializzazioni produttive bergamasche.
La proposta è stata sviluppata nell'ambito del Tavolo Bergamo 2030, attraverso un percorso di collaborazione che ha coinvolto rappresentanti del sistema industriale, università, centri di ricerca e organizzazioni territoriali.
Il riconoscimento regionale consente al progetto di accedere alla seconda fase, nella quale saranno definite e sviluppate le attività, i servizi e le infrastrutture destinati al sistema produttivo.
Il passaggio non coincide ancora con la piena operatività della ZIS, ma apre la fase di attuazione necessaria per costruire una rete strutturata di innovazione tecnologica e industriale.
Il progetto B.R.I.D.g.E. coinvolge imprese, università e ricerca
La rete promotrice comprende il Consorzio Intellimech, Confindustria Bergamo, la Camera di Commercio di Bergamo, l'Università degli Studi di Bergamo, Imprese & Territorio e il Kilometro Rosso.
Attorno a questi soggetti si sviluppa un sistema di collaborazione aperto alle altre realtà regionali e territoriali impegnate nella ricerca, nella formazione e nell'innovazione.
L'obiettivo è creare un collegamento organizzato tra le competenze scientifiche e le esigenze operative delle aziende, favorendo il trasferimento delle tecnologie dai laboratori ai processi produttivi.
Il presidente di Confindustria Bergamo, Matteo Zanetti, ha evidenziato la necessità di rendere la ricerca e le infrastrutture tecnologiche accessibili a una platea ampia di imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie realtà industriali.
Il progetto intende inoltre rafforzare la capacità del territorio di attrarre investimenti, competenze specializzate e giovani talenti, attraverso collaborazioni tra aziende e organismi di ricerca.
La filiera bergamasca comprende oltre 12mila imprese fornitrici
Il riconoscimento della ZIS si inserisce in un contesto produttivo caratterizzato da una filiera meccatronica articolata, che comprende aziende manifatturiere, fornitori di componenti e imprese specializzate nei servizi industriali.
Secondo i dati illustrati dal presidente della Camera di Commercio di Bergamo, Giovanni Zambonelli, 12.183 imprese operano come fornitori lungo la catena del valore, dalle materie prime alle lavorazioni meccaniche, fino alla componentistica e ai sottosistemi.
A queste si aggiungono 382 imprese produttrici di macchinari, impianti e beni strumentali, oltre a 2.099 attività impegnate nella manutenzione e riparazione dei macchinari, nel commercio all'ingrosso e nell'installazione.
La distribuzione delle attività dimostra come la meccatronica attraversi numerosi comparti dell'economia bergamasca, coinvolgendo aziende di dimensioni differenti e competenze produttive specializzate.
La nuova Zona di Innovazione e Sviluppo intende valorizzare questa struttura industriale attraverso servizi comuni e progetti di ricerca applicata.
Robotica avanzata, sostenibilità e dati industriali tra le priorità
Il programma B.R.I.D.g.E. individua tre direttrici principali per lo sviluppo tecnologico della ZIS: Human-System Interaction, Sustainable Systems e Industrial Data Space.
La prima riguarda l'interazione intelligente tra persone, macchine e ambienti produttivi, con particolare attenzione alla robotica avanzata e alle applicazioni della Physical AI, l'intelligenza artificiale integrata nei sistemi fisici.
Questa area di intervento punta allo sviluppo di tecnologie meccatroniche capaci di adattarsi alle condizioni operative e di migliorare la sicurezza e l'efficienza delle attività industriali.
La seconda direttrice, Sustainable Systems, è dedicata ai sistemi produttivi sostenibili, con l'obiettivo di migliorare l'utilizzo delle risorse, l'efficienza dei processi e la capacità delle imprese di affrontare le trasformazioni industriali.
Industrial Data Space riguarda invece la gestione e la valorizzazione dei dati industriali, attraverso strumenti che consentano alle aziende di utilizzarli e condividerli in condizioni di sicurezza.
Il manifatturiero avanzato rappresenterà il primo ambito applicativo del progetto, attraverso la sperimentazione di soluzioni tecnologiche e il coinvolgimento diretto delle imprese.
Nuovi laboratori al Kilometro Rosso e al POINT di Dalmine
Un ruolo centrale nella realizzazione della ZIS sarà affidato ai Living Lab, spazi di sperimentazione nei quali imprese e ricercatori potranno collaborare allo sviluppo di nuove applicazioni industriali.
Tra gli interventi previsti figura il potenziamento del JOiiNT LAB presso il Kilometro Rosso, attraverso il progetto JOiiNT LAB 2.0 – La Fabbrica del Futuro.
Il programma comprende anche Lisa Tech, laboratorio dedicato all'Additive Manufacturing, ossia alle tecnologie di produzione additiva utilizzate per realizzare componenti e prodotti attraverso processi innovativi.
Un ulteriore intervento riguarda lo Smart Construction Site, che sarà sviluppato presso il POINT di Dalmine e si concentrerà sulle applicazioni digitali e sull'innovazione nel settore delle costruzioni.
Il presidente del Consorzio Intellimech, Gianluigi Viscardi, ha indicato proprio nei laboratori condivisi uno degli strumenti per trasformare le attività di ricerca in soluzioni utilizzabili dalle aziende.
Le infrastrutture saranno parte di un sistema territoriale organizzato per facilitare la collaborazione e la sperimentazione tecnologica.
Kilometro Rosso sarà il centro della rete di innovazione
La Zona di Innovazione e Sviluppo seguirà un modello organizzativo denominato Hub & Spoke, con una struttura centrale e una rete di soggetti distribuiti sul territorio.
Il Kilometro Rosso Innovation District costituirà il principale punto di riferimento, mentre le competenze e le attività degli altri partner saranno collegate attraverso una rete diffusa.
Questa organizzazione dovrebbe consentire anche alle imprese prive di propri laboratori di ricerca e sviluppo di accedere a tecnologie, servizi specialistici e opportunità di sperimentazione.
Il direttore del Kilometro Rosso, Salvatore Majorana, ha richiamato il lavoro di collaborazione sviluppato nel territorio bergamasco e la possibilità di consolidarlo attraverso la nuova struttura.
Il rettore dell'Università degli Studi di Bergamo, Sergio Cavalieri, ha sottolineato il ruolo dell'ateneo nel collegare le competenze scientifiche alle necessità produttive, contribuendo alla formazione di professionalità specializzate e allo sviluppo di nuove applicazioni industriali.
Regione Lombardia, 100mila euro per la prima fase del progetto
Il percorso amministrativo ha registrato un passaggio il 24 settembre 2026, quando Regione Lombardia ha approvato gli esiti della prima fase e della negoziazione tecnica della candidatura B.R.I.D.g.E.
Con il decreto regionale numero 12512 è stata disposta l'ammissione alla seconda fase e la concessione di un contributo di 100mila euro al Consorzio Intellimech per la prima fase.
La somma riguarda il percorso iniziale di candidatura e riconoscimento, mentre le successive attività di realizzazione dovranno essere definite nell'ambito della programmazione della ZIS.
L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha presentato l'iniziativa bergamasca come un modello di collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca e istituzioni.
La Regione intende utilizzare lo strumento delle Zone di Innovazione e Sviluppo per valorizzare le specializzazioni produttive dei diversi territori lombardi, favorendo la costruzione di reti di competenze e infrastrutture.
La fase che si apre per Bergamo riguarderà ora la progressiva definizione dei servizi, dei laboratori e delle attività condivise, con l'obiettivo di trasferire i risultati della ricerca alle imprese della filiera meccatronica.
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