Elisoccorso Lombardia, 40 anni per le basi di Brescia, Como e Milano
04/08/2026
Le basi di elisoccorso di Brescia, Milano e Como celebrano quarant’anni di attività. I tre presidi entrarono in servizio rispettivamente il 15 luglio, il 1° agosto e il 2 agosto 1986, contribuendo alla costruzione di una rete regionale che oggi effettua circa 6.000 missioni ogni anno. L’anniversario è stato celebrato a Palazzo Lombardia alla presenza dei vertici della Regione, dell’Agenzia regionale emergenza urgenza e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.
Cinque basi operative e circa 6.000 missioni all’anno
Il servizio di elisoccorso lombardo era nato nel 1980 con l’attivazione della base di Sondrio. La rete comprende attualmente cinque sedi operative: Bergamo, Brescia, Como, Milano e Sondrio. Gli equipaggi intervengono negli incidenti stradali, nei soccorsi in montagna, nelle emergenze sanitarie in aree difficilmente raggiungibili e nei trasferimenti urgenti tra ospedali.
Le attività comprendono anche il trasporto di organi ed équipe chirurgiche, l’assistenza materna e neonatale, il soccorso in valanga e le operazioni effettuate con il verricello. Il sistema è inoltre impiegato nei trasferimenti internazionali di pazienti in condizioni critiche.
Nel 2025 la base di Bergamo ha effettuato 930 missioni, mentre Brescia e Como ne hanno registrate circa 1.400 ciascuna. Milano ha completato 820 interventi e Sondrio 1.200. I numeri descrivono una rete distribuita sul territorio e in grado di raggiungere rapidamente aree urbane, zone alpine e località isolate.
Volo notturno, verricello e operazioni in ambienti impervi
Durante la conferenza stampa, il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo, ha ricordato lo sviluppo tecnologico e organizzativo compiuto dal servizio. Tutti gli elicotteri regionali sono dotati di verricello e possono operare nelle ore notturne anche attraverso l’impiego di visori specifici.
I mezzi sono abilitati alle operazioni speciali, tra cui l’hovering, tecnica che permette all’elicottero di mantenersi in volo stazionario senza entrare in contatto con il terreno. Questa capacità consente di raggiungere pazienti che si trovano su pareti rocciose, pendii, boschi o altre aree nelle quali l’atterraggio risulta impossibile.
A bordo operano medici, infermieri, piloti e tecnici del Soccorso alpino. La presenza stabile del tecnico del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico ha rafforzato la sicurezza e l’efficacia degli interventi in montagna e negli ambienti impervi. L’intero personale segue programmi di aggiornamento continuo sulle procedure cliniche, sulle tecniche di volo e sulla gestione delle emergenze complesse.
Plasma e globuli rossi disponibili su tutti gli elicotteri
Tra le innovazioni introdotte figura il progetto Blood on Board, sperimentato inizialmente presso la base di Bergamo. Da giugno 2025 tutti gli elicotteri della rete lombarda trasportano plasma e globuli rossi, utilizzabili direttamente sul luogo dell’intervento per trattare precocemente lo shock emorragico.
In poco più di un anno il protocollo è stato applicato 141 volte: 24 dalla base di Bergamo, 23 da Brescia, 41 da Como, 33 da Milano e 10 da Sondrio. La disponibilità di emocomponenti permette di iniziare la trasfusione prima dell’arrivo in ospedale, riducendo i tempi di trattamento nei casi di emorragia grave.
Il sistema è stato utilizzato anche nel soccorso alla professoressa di Trescore Balneario rimasta gravemente ferita durante un’aggressione compiuta da uno studente. L’intervento precoce dell’équipe sanitaria ha consentito di stabilizzare la paziente durante il trasferimento.
Bertolaso: professionalità e capacità di lavorare in squadra
L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha definito l’elisoccorso una delle eccellenze della sanità lombarda, richiamando la preparazione degli equipaggi e la capacità di intervenire rapidamente anche in condizioni meteorologiche difficili.
Tra le operazioni ricordate durante l’incontro figura il trasferimento dalla Svizzera di pazienti gravemente ustionati dopo gli eventi di Capodanno a Crans-Montana. L’evacuazione sanitaria è stata completata nell’arco di dodici giorni, attraverso voli effettuati sulle Alpi durante l’inverno e, in alcuni casi, nelle ore notturne.
Alla celebrazione hanno partecipato anche il presidente del Cnsas Lombardia, Marco Astori, il direttore dell’Elisoccorso lombardo, Francesco Daminelli, il direttore della struttura AAT 118 di Areu, Gianluca Marconi, insieme ai responsabili delle articolazioni territoriali e ai coordinatori medici e infermieristici delle diverse basi.
Dal 2008 la gestione del servizio è affidata ad Areu. L’estensione dell’operatività alle 24 ore, l’evoluzione dei mezzi e l’introduzione di procedure sanitarie avanzate hanno trasformato l’elisoccorso in una componente stabile della rete regionale di emergenza-urgenza, capace di portare cure specialistiche direttamente sul luogo dell’evento.
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