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Lombardia, 3.600 beni confiscati: investiti 11,4 milioni

20/07/2026

Lombardia, 3.600 beni confiscati: investiti 11,4 milioni

In Lombardia sono presenti 3.600 beni confiscati alla criminalità organizzata, dei quali quasi 2.200 sono già stati destinati a nuovi utilizzi. Per recuperarne e valorizzarne una parte, la Regione ha investito circa 11,4 milioni di euro tra il 2019 e il 2026 e ha programmato ulteriori contributi per 5,6 milioni nel biennio 2027-2028.

Il convegno dedicato a Falcone e Borsellino

I dati sono stati presentati a Palazzo Lombardia durante il convegno “L’eredità di Falcone e Borsellino – I beni confiscati come valore pubblico”, promosso dalla Regione in occasione dell’anniversario delle stragi mafiose del 1992.

L’incontro ha richiamato l’attualità dell’insegnamento dei due magistrati e la necessità di accelerare la destinazione dei patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali. Il riutilizzo di immobili, terreni e altri beni permette infatti di trasformare risorse accumulate illegalmente in sedi per servizi pubblici, attività sociali e progetti destinati alle comunità.

La giornata si è aperta con gli interventi istituzionali del presidente della Regione Attilio Fontana, collegato attraverso un videomessaggio, dell’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa, del prefetto di Milano Claudio Sgaraglia e del presidente del Consiglio regionale Federico Romani.

Sono stati trasmessi anche i videomessaggi del presidente del Senato Ignazio La Russa e della presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo. Al confronto ha partecipato Maria Rosaria Laganà, direttrice dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Quasi 2.200 beni già assegnati

Dei 3.600 beni confiscati presenti sul territorio lombardo, quasi 2.200 hanno già ricevuto una destinazione, anche attraverso la collaborazione tra Regione e Agenzia nazionale. Rimane però un numero consistente di proprietà per le quali occorre completare le procedure amministrative, individuare un nuovo utilizzo o finanziare gli interventi di recupero.

La Regione considera la restituzione di questi patrimoni alla collettività uno strumento per affermare la presenza delle istituzioni nei territori esposti alle attività mafiose. Il recupero può inoltre contribuire alla riqualificazione urbana e all’ampliamento dei servizi locali, evitando che gli immobili rimangano abbandonati dopo la confisca.

L’assessore Romano La Russa ha ricordato che colpire i patrimoni delle mafie significa intervenire direttamente sulla loro capacità economica. La gestione dei beni confiscati, secondo l’assessore, deve quindi essere affiancata alle attività di presidio del territorio e alle altre politiche regionali dedicate alla sicurezza e alla legalità.

A Cornaredo un immobile diventa Casa di Comunità

Tra gli esempi illustrati durante il convegno figura quello di Cornaredo, nel territorio della Città metropolitana di Milano. Un immobile sottratto alla criminalità organizzata è stato trasformato in una Casa di Comunità e restituito alla popolazione come punto di accesso ai servizi sanitari e sociosanitari.

La nuova destinazione mostra il percorso che può essere avviato dopo l’assegnazione del bene: dalla progettazione degli interventi edilizi alla definizione della funzione pubblica, fino all’apertura della struttura. Operazioni di questo tipo richiedono risorse, competenze tecniche e coordinamento tra Agenzia nazionale, Regione, Comuni ed enti incaricati della gestione.

Uno sportello per Comuni ed enti non profit

Per accompagnare le amministrazioni nelle diverse fasi, Regione Lombardia e Anci Lombardia hanno attivato lo Sportello di assistenza beni confiscati. Il servizio è rivolto al personale degli enti locali e alle organizzazioni non profit che necessitano di indicazioni sulle procedure e sulle opportunità di valorizzazione.

Lo sportello raccoglie richieste, fornisce chiarimenti e supporta i soggetti interessati nella definizione dei progetti. L’attività sarà affiancata dai nuovi contributi regionali previsti per il 2027 e il 2028, pari a circa 5,6 milioni di euro, destinati a proseguire il recupero dei beni e ad ampliarne l’utilizzo per finalità pubbliche e sociali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to